Acqui Terme e le Langhe - Funghi e tartufi, amaretti e baci

La leggenda vuole che la cittadina di Acqui Terme derivi da un’antica colonia di greci che si erano stabiliti in questa zona, attratti dalla presenza di acque termali caldissime. Città romanica, città medioevale, città moderna, Acqui Terme è capoluogo di una terra di confine, a cavallo tra la pianura padana e l’area mediterranea. La città offre ai buongustai una cucina rinomata apprezzabile in autunno con funghi e tartufi, e specialità dolciarie come gli amaretti e i baci acquesi. A segnare le fortune locali, furono non solo la posizione strategica lungo la vie Emilia, ma anche le sulfuree e caldissime acque termali.

Conosciute sin dagli antichi romani le terme di Acqui sono riuscite a conservare per anni il loro splendore. Imponenti resti di acquedotto di età augustea sono visibili nei pressi del ponte sulla Bormida. Le fonti di acqua sono tre: Bollente, la più impiegata negli stabilimenti di cura, ipertermale per l’elevata temperatura che sfiora alla scaturigine i 75°C con un alto contenuto minerale; Lago delle Sorgenti, ipertermale, anche se la temperatura del lago maggiore è di circa 50°C, con un contenuto minerale alto e classificata sulfureo-salsobromojodica; Acqua marcia, un’acqua fredda, sgorgando a circa 19°C con un alto contenuto minerale, classificata anch’essa sulfureo-salsobromojodica, ma non usata per terapie.

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